Come negli anni passati i nostri Alzheimer café restano aperti anche nei mesi estivi, con solo una sospensione intorno alla metà di agosto. I partecipanti saranno avvisati direttamente dai coordinatori delle date esatte di chiusura, che dipendono anche dalla presenza a Milano degli anziani. Le attività in via de Castilla hanno modificato l'orario (dalle 16,30 alle 18,30), mentre in via Appennini sono rimaste invariate.

Nella sezione newsletter trovate la nl di luglio, con informazioni relative alle nostre iniziative in programma in settembre, in particolare alla festa per i dieci anni di vita dell'associazione, che si terrà domenica 17 settembre.

 

 

 

 

Segnaliamo alcune iniziative che si svolgono nel mese di settembre, alle quali parteciperemo.

 

-  giovedì 22 settembre, dalle 8,30 alle 13,30, a Palazzo Marino, sala Alessi il Comune di Milano e l'Osservatorio Alzheimer organizzano un momento di riflessione e confronto sul tema "La persona con decadimento cognitivo tra scienza, etica e diritti". Verrà fatto il punto sulle iniziative della rete per l'Alzheimer e vi sarà un confronto a più voci sulla Carta dei diritti della persona con decadimento cognitivo, di recente elaborata. 

 

- venerdì 23 e sabato 24 settembre si terrà a Trento un convegno organizzato dal Centro Studi Erickson sul tema dell'assistenza agli anziani, con particolare attenzione agli aspetti relazionali nella cura e nel'assistenza. Uno dei workshop previsti nel pomeriggio di sabato è dedicato all'esperienza dei nostri Alzheimer café. Il programma è visibile all'indirizzo formazione.erickson.it 

 

- la cooperativa Paloma2000 presenta dal 16 al 18 settembre una mostra fotografica dedicata all'Alzheimer, presso lo Studio Azzurro di via Procaccini 4, Milano. La manifestazione si conclude il 21 settembre alle 14 presso la Casa dei Diritti, via de Amicis 10, Milano.

cfr www.paloma2000.it

 

Si parla tanto di Alzheimer, come di un destino tutto negativo che incombe sul nostro futuro: vecchiaia e demenza presentate come peso insostenibile per le famiglie e catastrofica minaccia per ogni sistema di welfare, in attesa di farmaci risolutivi. Ma è davvero così?

Con il video "Il nastro rosso" raccontiamo una storia un po' diversa. Certo - lo si vede bene - la memoria si perde, la solitudine esiste, per muoversi ed orientarsi serve aiuto, ma le protagoniste del nostro video restano pienamente persone. Vediamo la loro quotidianità segnata dalla malattia, ma vediamo anche l'esperienza e le relazioni che hanno costruito una vita. Insieme a Maria, Luciana, Caterina e alle loro famiglie sperimentiamo nel gruppo dell'Alzheimer café la possibilità dell'incontro e della gioia. Il nastro rosso unisce il nostro cerchio e segna una traccia verso una normalità più accogliente e solidale.

Il video - del quale presentiamo qui un breve estratto - raccoglie il materiale registrato nel corso di circa un anno, seguendo le tre protagoniste nel loro contesto normale di vita, negli incontri all'Alzheimer café e attraverso le testimonianze di familiari e amici.

Se ci date una mano e sostenete il progetto possiamo recuperare risorse necessarie per l'insieme delle attività e siamo certi che - secondo le parole di Tom Kitwood - "scopriremo molto di più su come rendere le persone con demenza più capaci di affrontare la situazione, senza dover aspettare bacchette magiche o soluzioni tecniche. E se saremo in grado di avventurarci in un impegno genuino e aperto, impareremo molto su noi stessi."

 

La realizzazione del video è affidata a Stefano Forlani, videomaker che da tempo opera in ambito sociale, con cui abbiamo già collaborato e che conosce bene i nostri Alzheimer café.

 

trailer Il nastro rosso

https://youtu.be/DMPTDTV1JlE

Settore Domiciliarità e Cultura della Salute

Servizio Rete Alzheimer

 

Premessa

La Carta dei Diritti alla Salute della Persona con Decadimento Cognitivo non reversibile è stata realizzata dall’Osservatorio Alzheimer costituitosi nell’ambito del Servizio Rete Alzheimer del Comune di Milano.
Il concetto di salute si riferisce alla definizione proposta dall’OMS, ormai globalmente riconosciuta, come
“uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale non consistente soltanto in un’assenza di malattia o di infermità”.

La presente Carta dei Diritti vuole essere il punto di riferimento e la linea guida degli interventi del suddetto Servizio offerti ai cittadini di Milano. Nella realizzazione degli interventi, le agenzie erogatrici si assumono la responsabilità di rispettarne le indicazioni.
La Carta dei Diritti vuol essere, inoltre, uno stimolo al miglioramento della qualità dell’assistenza e della cura erogata e al rispetto del diritto alla salute per tutti i soggetti impegnati nella cura della persona con decadimento cognitivo.

La persona con decadimento cognitivo presenta una progressiva perdita delle capacità di comunicare che la rende più fragile e indifesa. Attraverso la comunicazione è, infatti, possibile trasmettere i bisogni più immediati, dichiarare sintomi, quali il dolore e, in generale, le situazioni di disagio. La difficoltà di comunicazione, pertanto, rende la persona malata dipendente dagli altri e vulnerabile alle situazioni di incuria che talora degenerano in vero e proprio maltrattamento.

Il decadimento cognitivo, infine, si associa spesso a condizioni gravi, quali la maggiore esposizione ad altre malattie – come quelle infettive - e a traumi – ad esempio, a seguito di cadute accidentali dovute a perdita di equilibrio.

Per tali ragioni l’Osservatorio Alzheimer Milano ha ritenuto opportuno indicare alcuni punti irrinunciabili che riguardano il diritto alla salute delle persone con decadimento cognitivo.

Art. 1 Diritto alla socialità

Il primo passo per la tutela della salute psico-fisica è la lotta all’isolamento sociale: il benessere di una persona deriva anche dalle sue interazioni sociali. La persona con decadimento cognitivo avverte questo bisogno al pari delle altre. Allo stesso modo, anche i caregiver hanno diritto a una vita relazionale il più possibile normale.

Fin dall’inizio della malattia la città deve garantire attenzione e spazio a questi bisogni e deve garantire che malati e familiari non siano vittime del silenzio e dell’isolamento.

Art. 2
Diritto al rispetto della dignità

La persona con decadimento cognitivo ha diritto alla salvaguardia della sua dignità da parte dei caregiver formali e informali e di tutti i soggetti che entrano in relazione con lei.
Caregiver e operatori (sociali, sanitari e socio-sanitari) sono responsabili delle persone che assistono e del loro benessere, e devono proteggerle dai rischi di incuria.

Al fine di ridurre tali rischi è utile che i caregiver e gli operatori abbiano occasioni di formazione, di sostegno psicologico e interventi psico-educativi a tutela della propria salute e del proprio benessere.

Art. 3 Diritto alla salute

Le persone con decadimento cognitivo hanno lo stesso diritto di salute delle persone non colpite da tale malattia: hanno, pertanto, il medesimo diritto agli interventi di prevenzione, di cura e di riabilitazione.
In caso di emergenza, per i malati, deve essere previsto un percorso specifico (ad esempio, in caso di accesso al Pronto Soccorso).

Art. 4
Diritto all’ascolto e alla partecipazione alle scelte

La persona con decadimento cognitivo ha diritto ad essere ascoltata e a partecipare, per quanto possibile, alle scelte che la riguardano, e ad esercitare la propria autonomia residua. Le difficoltà di comunicazione non devono giustificare l’assenza di attenzione ai desideri e alle volontà del malato; l’espressione di questi ultimi deve anche essere sollecitata qualora non sia manifesta.

Parimenti, deve sussistere il rispetto per le volontà espresse nelle “Dichiarazioni anticipate di trattamento” quando sottoscritte dalla persona malata o dal fiduciario nominato.
Il fiduciario o il caregiver devono essere necessariamente ascoltati, in particolare, nelle situazioni di emergenza assistenziale e sanitaria.

Art. 5
Diritto alla diagnosi tempestiva

Il decadimento cognitivo è una malattia progressiva per la quale non esistono, al momento, cure sufficientemente efficaci. Ciò nonostante la diagnosi tempestiva è un diritto della persona poiché le consente di esercitare l’autonomia decisionale il più a lungo possibile, di manifestare i propri desideri sulle modalità di assistenza anche per la fase più avanzata e di esprimere le volontà per il fine vita. Una città accogliente deve garantire una diffusa rete di strutture adeguate a fornire un’indicazione diagnostica tempestiva.

Art. 6
Diritto alla presa in carico immediata e competente

La persona che riceve diagnosi di decadimento cognitivo ha diritto a essere presa in carico tempestivamente attraverso interventi multidisciplinari in grado di rispondere in modo adeguato a tutti i complessi problemi di questa malattia.

Art. 7
Diritto alla presa in carico integrata

La persona con decadimento cognitivo ha il diritto di ricevere cure e assistenza che si adeguino al decorso della malattia, comprensive delle terapie psico-sociali e degli interventi non farmacologici.

Art. 8
Diritto alla sorveglianza etica

La sorveglianza etica contro lo stigma, la negligenza nella cura, l’invasività in ambito terapeutico e sociale deve diventare una componente fondamentale e irrinunciabile del percorso di assistenza alle persone con decadimento cognitivo.

Art. 9
Diritto alla sorveglianza legale

La persona con decadimento cognitivo, in particolare nelle fasi avanzate della malattia, ha diritto alla tutela legale in ogni intervento di terapia, di riabilitazione e di accudimento venga messo in atto.

"Per centinaia di migliaia di persone giunte (o spinte) all’estremo della vita queste giornate rappresentano la quotidianità, la normalità. Interrogarsi senza pregiudizi su questo mondo a parte è un dovere e un diritto per una collettività degna di tale nome. Non è un caso che l’incontro organizzato dall’associazione “Al confine” per la giornata mondiale dell’Alzheimer 2015 si intitolasse “Diritto alla demenza?”. (...)"

Michele Farina su Il corriere di venerdì 2 ottobre

Qui potete vedere il documentario «Giorni normali»: viaggio nelle residenze per anziani girato da Stefano Forlani in alcune Rsa lombarde
Qui una presentazione del documentario scritta da Michele Farina
Infine l'articolo di Farina uscito sul Corriere Salute il 5 ottobre: Con chi soffre di Alzheimer bisogna puntare sulla socialità
Buona visione e buona lettura!

Il Consiglio di Zona 9
in collaborazione con
Associazione Al confine onlus
organizza
Corso di formazione per volontari e caregiver

gli elementi base del Metodo Validation
per chi sta accanto quotidianamente alle persone
che vivono l'esperienza del deficit cognitivo


Scopo del corso è scoprire insieme che esprimere le emozioni è un processo salutare: l'ascolto delle emozioni, in qualsiasi forma vengano espresse, aiuta a migliorare i rapporti e la qualità di vita per tutti, anziani e caregiver.

Gli incontri si terranno presso Villa Litta, in Viale Affori 21 a Milano
nei giorni di mercoledì 30 settembre, 7 ottobre, 14 ottobre 2015 dalle 17.30 alle 19.30

Il corso è condotto da Cinzia Siviero, insegnante Validation certificata

 

La partecipazione è gratuita

 

Maggiori dettagli nella locandina allegata